Oggi è una giornata bellissima: fuori c’è il sole, nel prato le margherite sventolano e gli alberi colorano il panorama con le nuove foglie.
La natura mi sembra più splendente che mai. Mi sembra che sia tornata ad essere la vera protagonista, qui, sulla Terra.

Mi sembra che si stia riprendendo lo spazio – vitale!!! – che le abbiamo tolto da decenni. Le abbiamo fatto vivere quello di cui noi stiamo facendo esperienza con il virus. Confinata in spazi, ogni volta che provava ad uscire veniva attaccata da spray anti-tutto, sradicata, estirpata.
Come se fosse un qualcosa di pericoloso o brutto che noi esseri umani dovremmo evitare.
E, invece, la natura è bellissima, è il nostro ambiente, è il nostro nutrimento (fisico e psichico), è casa nostra.

Quando ho iniziato la quarantena, la prima mattina mi sono svegliata soltanto sentendo la voce dei gabbiani; fuori dalla finestra alberi e pappagalli, il sole illuminava le case.
Affascinante; il paesaggio urbano mi sembrò completamente diverso, anche se era solo il primo giorno dello “stare a casa” per tutti.

Nonostante il desiderio di uscire, ero contenta che la Natura, finalmente, si stesse riprendendo il suo spazio, perché era ciò che percepivo nell’aria e che gli alberi di fronte a casa mi stavano dicendo (si, parlo con le piante e sono dialoghi di gioia).

Se fossi la regista di un film, direi che è una rivincita, ma non mi piace metterla su un piano guerriero.
Preferisco dire che è giusto così, che ognuno ha il suo turno e il suo momento, e che si semina quello che si raccoglie. Questo è un modo di dire che risale alla notte dei tempi, ma il suo significato non sempre viene compreso.
Seminando inquinamento, raccogliamo inquinamento, sotto qualsiasi forma. Un virus che colpisce i polmoni trova un terreno fertile dove l’aria è insalubre. O volendo, viceversa.

Ho piena fiducia nell’essere umano, perché è una specie creativa ed intelligente (tanto quanto stupida e manipolabile, è vero, ma serve incoraggiarci). Il rispetto deve essere reciproco. Siamo infinitamente piccoli davanti alla Natura, davanti al suo ritmo, alle sue potenzialità.

In quanto esseri saggi, rispettiamola.
Abbiamo sviluppato capacità e competenze in grado di darci un’esistenza serena e ricca (per tutti!!!!), quindi, perché non usarle per costruire un mondo armonioso e sostenibile?