In questi giorni di isolamento, dopo aver osservato il comportamento della società di fronte agli avvenimenti, sono giunta alla conclusione – ovvia, d’altra parte – che gli individui che la compongono sono le stesse persone che 40 giorni fa iniziavano la quarantena.

Il sociologo Gilles Lipovetsky usa il termine “vuoto” per riferirsi a una delle caratteristiche principali della nostra era, e lo fa anche per descrivere la situazione in cui si trovano gli individui che ne fanno parte. Mi piace molto la sua definizione di “Io”, quale obiettivo di tutti gli investimenti” (Lipovetsky, 2015, p. 55), che rende l’dea del deserto sociale in cui ci troviamo, nonché ci da un motivo della sua concretizzazione. Il risultato è che l’umano approfondisce la frammentazione sociale (Gardetti & Delgado Luque, 2018, p. 37).

Il cambiamento è alle porte.

Penso che queste parole servano molto bene per esaminarci. Mi chiedo: conosco lo stato del mio Sé? Sono in grado di descriverlo? Ho lasciato che il mondo materiale si impadronisse della mia vita interiore?

Allo stesso modo, il filosofo Alejando Llano (2017, pp. 129-131) osserva che l’Io non è più il fulcro unificante delle sensazioni e il costruttore di schemi concettuali, ma è stato dissolto dal flusso di esperienze. Non dà più se stesso e cerca di andare oltre l’Io. Attraverso esperienze corporee ambigue, correnti immaginarie o informazioni sparse. Questo vuoto antropologico è quello che occupa ciò che lui chiama la “nuova sensibilità”.

In realtà, sarebbe una grande perdita, se non avessimo approfittato di questo tempo per crescere nelle abitudini cognitive e pratiche, che sono ciò che ci consente di prendere in carico la situazione storica che stiamo vivendo (Llano, 2017) e il nostro ruolo in esso. A volte ci chiediamo perché l’umanità ripeta continuamente gli stessi errori. La risposta è molto semplice: perché non pensiamo, e non pensare implica l’impossibilità di articolare rimedi adeguati.

Giungono tempi, ora, in cui è essenziale “preparare ambienti fertili, la cui coltivazione aumenta la creatività libera e il potere persuasivo delle buone ragioni” (Llano, 2017, p. 231). Quanto suonano bene “creatività libera” e il “potere persuasivo della buona ragione”! Entrambi i concetti nascondono sforzo e interesse da parte nostra.

Pensare e riflettere sul vuoto dell'”Io”

E’ tempo di prendere nota per non ripetere sempre gli stessi errori. Pensiamo, riflettiamo ed evitiamo di essere noi stessi “l’obiettivo di tutti gli investimenti” (Lipovetsky, 2015). Investimenti di chi? Delle marche, delle correnti ideologiche, della politica, del denaro, della manipolazione in generale. È necessario affrontare l’intossicazione da informazioni proveniente dai social network. Il filtro è l’unico strumento; setacciare ed eliminare le minacce.

È essenziale coltivare il pensiero per essere liberi. Non c’è libertà senza conoscenza, senza analisi critica.

Riferimenti:

Gardetti, M. Á., & Delgado Luque, M. L. (2018). Vestir un mundo sostenible. LID Editorial Empresarial, S.R.L.
Lipovetsky, G. (2015). La era del vacío (Decimotercera en «Compactos»). Editorial Anagrama, S.A.
Llano, A. (2017). La nueva sensibilidad. Ediciones Palabra, S.A.