La prima calda domenica di agosto ho deciso di fare una visita a Peschiera del Garda: per me è un graziosissimo punto per unire riposo e divertimento. Peschiera è molto vicino a Mantova, praticamente è il paese del Garda più prossimo; le due località sono persino unite da una ciclabile, che diretta da Mantova arriva sul Lago, correndo lungo il fiume Mincio, che nasce proprio da Peschiera (il legame è acquatico, se vogliamo). La ciclabile è affascinante perché consente di vedere il territorio che cambia: partendo da Mantova, si pedala in pianura, si passa a fianco della Riserva Naturale del Bosco Fontana, a Marmirolo, uno dei rari esempi di foresta antica della Pianura Padana, e si va verso le colline moreniche dell’Alto Mantovano. Non ci sono salite, il tutto si svolge generalmente in piano, e secondo me è adatto a tutti. L’importante è l’allenamento, perché sono circa 25 km, ma se si parte per tempo vale decisamente la pena di fare questo pedalata.
Arrivata a Peschiera la vista del lago si è aperta davanti ai miei occhi con una luce pomeridiana meravigliosa.
Guardando l’orizzonte, oltre alle giostre di Gardaland (se avessi avuto un binocolo avrei potuto vedere anche le facce delle persone sulle montagne russe),        vedevo con estrema chiarezza di colori e contorni le prime montagne all’altezza di Affi, dove passa anche l’autostrada del Brennero; c’erano poi le cime delle montagne, quelle vere, le Alpi tirolesi.
Verso sinistra ecco le cime del lato bresciano del lago. Ai loro piedi c’era il lunghissimo istmo di Sirmione. So che da quel punto il lago di Garda avanza verso il Nord, verso Riva del Garda, ma dalla mia posizione non era visibile e l’ho immaginato solamente con la sua forma a pera.

        Sarei rimasta a Peschiera fino a notte fonda, perché l’atmosfera era veramente piacevole. Sarà per la prossima volta.