Per onorare la figura di San Francesco e dar vita ad una comunità francescana nella città di Virgilio venne costruita una piccola chiesa.
Un luogo di preghiera, semplice, che seguiva e rispecchiava la filosofia del frate Francesco, vicino al Lago Superiore e al fiume Rio, il fiume sotterraneo della città.

E tale semplicità venne mantenuta anche con la nuova chiesa, che fu costruita agli inizi del 1300, quando la città di Mantova era governata dalla famiglia dei Bonacolsi – un dominio che durò molto poco, a breve sarebbe giunta la famiglia Gonzaga a trasformare la città padana in una delle signorie più importanti d’Italia.

 

La chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi è ancora oggi ben visibile nella sua struttura medioevale ed è incantevole.
La facciata è a capanna, un’architettura tipica nel Medioevo, ed è fornita di rosone centrale dai colori tenui.

Sul fianco esterno si vede un grosso cubo con guglie: è la Cappella dei Gonzaga, luogo scelto come mausoleo dai primi membri della signoria mantovana, al cui interno si trova anche un quadro raffigurante Luigi Gonzaga, il capostipite.

 

 

 

L’interno della chiesa è, per me, stupendo: liscio, ampio, medioevale per l’appunto.

Colonne slanciate con arco a tutto sesto rendono la grandezza e rinforzano lo slancio verso l’alto della sua architettura.
Pochi colori, quasi nessun affresco; purtroppo, i bombardamenti della seconda guerra mondiale danneggiarono la chiesa.
Il rosso del mattone ben evidente richiama l’ambiente medioevale. Un medioevo lombardo, in quanto l’architettura prende spunto da una chiesa milanese, oggi però non più esistente.

 

                                             

 

La chiesa di San Francesco di Mantova è un luogo di pace, l’atmosfera è leggera e ci si sente accolti. Sarà la presenza del Santo nel nome del luogo, sarà anche la vicinanza del fiume Rio – la chiesa si trova in un angolo incantevole, poco distante dal centro storico, una sorta di mini Venezia – che con il suo lento fluire rasserena l’aria e gli spiriti.

 

Da visitare.